pecchè 'e criature songo 'e Dio

p'cchè 'e criature songo 'e Dio  (da Annarè - Pino Daniele)

 

nero siria  I bambini e le bambine Siriani vivono nel mezzo della più grande crisi umanitaria dei nostri tempi. Tutti siamo responsabili in quanto incapaci di proteggere la loro vita, la loro infanzia, il loro futuro. La loro sopravvivenza è la priorità assoluta, bisogna fare di più!

Deve essere un imperativo per ognuno lavorare acchè si assicuri loro, si restituisca loro, la possibilità di vivere una vita felice, sana e produttiva una volta che riescano a fuggire da quei luoghi.

Dati ONU (marzo 2018) indicano in 6 milioni i cittadini Siriani che in 8 anni di conflitto hanno abbandonato i loro luoghi di vita alla ricerca di posti più sicuri, in particolare 5.5 milioni fuori dalla Siria; di questi la metà sono bambini e bambine.

La ONG internazionale World Vision (Organizzazione di sviluppo, aiuto umanitario e promozione della giustizia, che, dal 1950, lavora nel mondo per la lotta alla povertà e lo sviluppo sostenibile), si è posta una domanda: “fino a che punto lo stress quotidiano che soffrono questi bambini compromette in modo irreversibile il loro benessere psichico e fisico?”

Ha per questo realizzata una inchiesta per la quale gli operatori e professionisti di World Vision hanno incontrato 1200 bambini interessati dal fenomeno in Siria, Libano e Giordania.  

 beyond survival  L’inchiesta è stata pubblicata sotto il titolo “Beyond Survival” ossia “Oltre la sopravvivenza”; in essa ha illustrato come il conflitto ha alterato drammaticamente gli stili di vita e la struttura sociale. I bambini ascoltati raccontano dei trasferimenti in nuovi posti, vivendo in spazi ridotti, frequentando (quando possibile) scuole diverse e soprattutto avendo tutti perso familiari e amici.

 L’inchiesta ha poi rivelato che in Siria il 50% dei bambini hanno subito violenza domestica. In Libano il 39% e in Giordania il 15% hanno parlato di comportamenti violenti in casa. Anche nelle scuole i comportamenti verso i minori rivestono carattere di violenza; in Siria il 42% degli intervistati è stato testimmone di comportamenti violenti dei maestri e di personale interno alle scuole.

 Tutte le case, gli alloggi assegnati, risultano sovrappopolati in tutti i tre Paesi, lo si è riscontrato per più del 70% dei bambini ascoltati. Questi bambini hanno il doppio delle possibilità di sperimentare la violenza domestica.

 Nonostante tutto questo, nonostante tutto quello che hanno affrontato e ancora affrontano quotidianamente, questi bambini Siriani sono una speranza per il futuro di quel Paese. Sempre che si riesca ad intervenire ed ad interrompere questo stato delle cose che a lungo andare potrebbe comprometterli completamente rendendo impossibile un recupero in termini personali e sociali di queste piccole vittime incolpevoli.

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