riqualificare=valorizzare

RIQUALIFICARE è VALORIZZARE

In un articolo a firma Ferruccio Izzo, scritto sul mensile DOMUS n. 1016 (settembre 2017), nel presentare il programma di rigenerazione urbana avviato in Napoli, nel centro antico, si faceva riferimento al tratto distintivo di tale intervento, cioé il coinvolgimento sociale e la partecipazione del mondo dell'arte e della cultura oltre che delle Istituzioni, anche educative.

In particolare l'autore puntualizzava: "....la Fondazione Made in Cloister (promotrice e realizzatrice dell'intervento) si è presa cura allo stesso tempo del luogo e dei suoi abitanti, facendo si che alle azioni fisiche corrispondessero quelle culturali e che, insieme, queste ambissero alla valorizzazione dell'area e al miglioramento delle vite dei suoi abitanti." - e ancora - "... oggi, più che mai, per potr aspirare a mantenere viva, recuperare e rinnovare la qualità urbana non possiamo pensare di contare soltantosul perseguimento di un'idea estetica. Tale qualità deriva, innanzitutto, da un coinvolgimento delle comunità..."

Questi concetti, e la teoria che se ne deduce, sono gli stessi che hanno portato L'isola di Arturo ONLUS alla ideazione ed alla promozione di un progetto quale quello che, insieme al nostro partner Parrocchia dell'Immacolata Concezione di Maria Vergine di Santa Maria Capua Vetere, abbiamo inteso chiamare SEMINARE SPERANZA.

Un progetto che vuole riqualificare in terminisociali, ambientali, culturali ed urbanistici (per quanto possibile)un quartiere di questa città che ancora oggi, dopo più di 30 anni dalla nascita, è indicato e riconosciuto come zona C1 Nord e quindi, evidentemente, ancora fermo ad una connotazione eminentemente urbanistica (essendo appunto la zona di espansione individuata dal Piano Regolatore Generale datato primi anni '80). Connotazione fredda che di "umano" (comunità di persone, di storie e di pensieri) non ha niente.

Assolti gli obblighi basilari, dotato cioé il quartiere dei servizi che lo rendessero almeno abitabile (strade, illuminazione pubblica, rete fognante, qualche spazio verde etc.) non si è inteso realizzare quanto più utile per fare comunità e rendere "cittadino" l'abitante di tale area.

In parte e per quanto possibile ci ha provato e ci prova la Parrocchia che riesce però a vivacizzare la sola zona in cui insiste e prevalentemente in determinati priodi e giornate (in primis la Domenica che va Santificata...) lasciando, senza colpa alcuna, il quartiere nella sua dimensione di Quartiere Dormitirio, o poco piùdi questo; evidentemente il rischio di un decadere sociale e in termini di sicurezza dell'intera zona è alto.

obiettivo principale dunque di SEMINARE SPERANZA è quello di riqualificare e quindi valorizzare il contesto e farlo coinvolgendo l'intera platea di abitanti.

Il progetto originario, che si è tentato di finanziare attraverso la partecipazione ad un bando indettao da FONDAZIONE CON IL SUD ma che, pur avendo ottenuto un primo plauso ed apprezzamento superando il primo stepdelle valutazioni della Fondazione, non ha ottenutoil contributo in quanto la Parrocchia (capofila del partenariato che presentava il progetto) non era abbastanza forte economicamente per affrontar il percorso progettuale...

Bene... questo però non vuol dire che un entusiasmo, una forte volontà, possano venir meno!

Dunque si è inteso dar via, a piccoli passi, ad una azione sul territorio che vuole perseguire quell'obiettivo ma evidentemente in modo meno intenso, in tempi più lunghi e sicuramente con maggior sforzo.

Lo scorso 21 ottobre si è organizzato un evento nel quartiere (in varie zone dello stesso) dove ogni partner ha potuto partecipare presentandosi alla cittadinanza (gli abitanti del quartiere e non solo) portando a conoscenza di questa quanto può offrire per operare insieme verso la riqualificazione di tutta l'area.

locandina21ottobre   nella locandina sono presenti tutti gli enti, pubblici e privati, partner del progetto

La giornata ha visto come momento conclusivo le performances di un gruppo di musica e danza senegalese ("Groupe Teranga Caserta") e di un gruppo di "bottari" ("'e guagliun' e via Trento") di Portico di Caserta; anche a rappresentare lo spirito che guida il progetto cioé quello di accogliere, dell'incontro con "l'altro", l'incontro tra culture sempre nel rispetto e la consapevolezza delle proprie tradizioni.

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alcuni momenti della giornata 

 

 

Informazioni aggiuntive