Convegno: “Del Real Fiore – Camelie di Caserta ed il Catalogo del Berlese"

in collaborazione col Cif San Nicola la Strada e con GeoArte - l’associazione di Terra di Lavoro

 

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La presentazione della “Iconographie du Genre Camellia”, data alle stampe nel 1841 dall’abate Lorenzo Bernardo Berlese, cappellano della Chapelle Expiatoire a Parigi (sotto il Regno di Luigi Filippo I, dal 1836 al 1861), recentemente restaurata è stata l’occasione per parlare di questa pianta dal bellissimo fiore; essa vede la sua affermazione e diffusione in occidente a partire dal Giardino Inglese del Parco Reale di Caserta per poi fare tanti proseliti in italia e nel mondo.  

In una cornice tardo settecentesca (musiche ed abiti d’epoca), nell’ambito di un complesso architettonico voluto e realizzato dai Borbone, attraverso gli interventi degli esperti relatori invitati, il numeroso pubblico intervenuto ha avuto l’opportunità di conoscere una storia, quella della Camelia di Caserta, che è un episodio particolare di quel contesto più ampio di enorme importanza dal punto di vista storico/botanico che è il Giardino Inglese, patrimonio di immenso valore di Caserta e di tutto il territorio.

Il convegno è promosso da Cif San Nicola la Strada, Laboratorio delle Tradizioni e GeoArte, tre associazioni che fanno della Cultura e della sua diffusione il proprio scopo principale, con il patrocinio della Città di San Nicola la Strada, e vede la partecipazione della Soprintendenza BBAAPPSSAAEE e di Italia Nostra, insieme alla collaborazione dell'Associazione “il Convitto” e delle Costumiste Angela Tartaro e Carolina Raucci

 

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Lorenzo Berlese, l’Abate delle camelie

Cenni biografici
Lorenzo Bernardo Berlese nasce a Campomolino (TV) il 20 luglio 1784. Allievo del Seminario Vescovile di Ceneda, nel 1807 viene ordinato sacerdote. Nel 1812 lascia la diocesi per assumere il ruolo di Precettore, probabilmente in un primo periodo a Venezia poi a Parigi. Nel 1836 riceve l’incarico di Aumônier de la Chapelle Expiatoire, sotto il Regno di Luigi Filippo I. Questo incarico, oltre a garantirgli una buona rendita economica, gli consentiva di dedicarsi agli studi di botanica presso le sue serre in Rue de l’Arcade dove coltivava una splendida collezione di camelie.
L’Abate Berlese terrà l’incarico presso la Chapelle Expiatoire fino al 1861, probabile data del rientro definitivo a Campomolino dove muore il 16 agosto 1863. Viene sepolto nel cimitero parrocchiale e sulla sua tomba viene posta una lapide, ora murata sul lato sinistro della facciata della Chiesa di S. Lorenzo in Campomolino.


Gli studi sulla camelia
Nel 1819 l’Abate Berlese è a Napoli per studiare la Camelia di Caserta. I viaggi in Europa condotti per motivi di studio, per acquisire nuove piante o per partecipare a congressi, sono frequenti e indispensabili alla sua carriera di botanico, che si sviluppa a Parigi nell’ambito della Sociétè d’Horticulture di cui, nel 1827, risulta Socio Fondatore. Frequenti anche i contatti con l’Italia: era membro corrispondente degli Atenei di Treviso, Venezia e dell’Accademia imperiale di Padova.
Nel 1837 dà alle stampe la Monographie du genre Camellia e, nel 1841 l’Iconographie du Genre Camellia, opera che lo colloca tra i piu illustri cameliografi dell’Ottocento. L’Abate Berlese presenta in quest’opera il frutto di trent’anni di studio, ricerche, viaggi. Leggiamo nei frontespizi delle sue pubblicazioni che era membro di varie società di orticultura Francesi (Versailles, Angers, Orleans, Lille, Meaux, Auvergne, Bordeaux, Chalons-Sur-Saone, Caen, Leyde, Academie ebroїcienne-Eure) ed estere (Gand, Liege, Malines, Utrecht, Londra, Massachusetts).

 

 

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Le camelie dell’Abate Berlese
Nel 1819, epoca del suo terzo viaggio a Napoli, l’abate Berlese pianta e coltiva con cura i preziosi semi della celebre camelia di Caserta (considerata tra le piu antiche d’Europa) ottenendo, dopo 10 anni di cure, le prime fioriture semplici e, successivamente, i primi fiori doppi da cui seleziona, nel 1831, la Camellia Berlesiana rubra. Altre camelie che portano il suo nome sono la Camellia Berlesiana fulgens e la Camellia Splendidissima Berlese. Alcune dediche riguardano la famiglia reale: la Camellia Duc d’Orlèans (Berlese), la Camellia Duchesse d’Orleans (Berlese), la Camellia Madame Adélaide de France (Berlese); infine , in omaggio alla sua terra, la Camellia Campomolendina.


Lorenzo Berlese è riconosciuto nell’ambiente scientifico come il padre della cameliografia in Europa; il suo nome e i suoi scritti vengono citati in tutti gli studi moderni sulla camelia.

 

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